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Commercio al dettaglio di cose usate/Contenuti

Da Camera di Commercio di Milano MonzaBrianza Lodi.

 DEFINIZIONE

Si tratta di una particolare tipologia di commercio al dettaglio, col quale si reimmettono sul mercato oggetti già appartenuti a terzi, dopo l'uso.

Particolarità di questa tipologia di commercio, è che richiede una doppia comunicazione al Comune del luogo di esercizio dell'attività, consistente oltre alla Segnalazione certificata di inizio attività (S.C.I.A.) per l'attività di vendita, anche una seconda in ottemperanza dell'art. 126 T.U. delle leggi di Pubblica Sicurezza, cosiddetta presa d'atto per l'usato. Dal 17 agosto 2001, con l’entrata in vigore del D.P.R. n. 311 del 28/05/2001, non è più necessario effettuare tale comunicazione per il commercio di cose usate "senza valore o con valore esiguo", solitamente definite come "cose usate senza pregio", in questo caso, sarà l'interessato che, valutando il valore delle merci, dovrà stabilire se tale comunicazione vada fatta o meno.

INIZIARE l'attività di commercio al dettaglio di cose usate

L'apertura di un negozio di vicinato che ha ad oggetto il commercio di cose usate, sia esso un nuovo esercizio oppure il subingresso in un'attività già esistente, prevede un doppio adempimento, in quanto in prima battuta è soggetta a Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA), da inviarsi esclusivamente in modalità telematica (ai sensi del D.P.R. 160/2010), il giorno dell'evento, o nelle sue immediate vicinanze, al Comune nel territorio del quale lo stesso ha sede.

Tale adempimento può essere effettuato sia attraverso il portale impresainungiorno.gov.it, oppure tramite i portali dedicati a questo adempimento dai singoli Comuni che, in proprio o tramite unione degli stessi, provvedono alla ricezione e successiva istruzione di tali Segnalazioni, oppure contestualmente all'invio della pratica di iscrizione o di comunicazione inizio attività al Registro delle imprese tramite Comunicazione Unica.

Tutte le aperture di nuovi esercizi, oppure il subentro in attività già esistenti, che portino all'apertura di una nuova ditta individuale, ad attivare un'impresa individuale già iscritta come inattiva, oppure ad essere esercitata da una persona giuridica (per esempio società in nome collettivo), devono essere comunicati anche al Registro delle imprese, oppure al Repertorio Economico Amministrativo, entro 30 giorni dalla data dell'evento.

Qualora tale termine non venga rispettato, la pratica è soggetta a sanzione amministrativa per ritardata denuncia.

Qualora la Segnalazione Certificata Inizio Attività (SCIA), non venga ad essere trasmessa allo Sportello Unico Attività Produttive (SUAP) contestualmente all'inoltro della pratica al Registro delle imprese, dovrà essere documentato l'invio al Comune competente, indicando all'interno della stessa, a quale Ente Locale sia stata inviata e gli estremi di invio della stessa, come la data di inoltro e di protocollazione della stessa, insieme al numero di protocollo ottenuto.

Accanto a questo primo adempimento amministrativo, occorre inviare la cosiddetta “presa d’atto per l’usato” (art. 126 Testo unico pubblica sicurezza), avendo cura di controllare sul sito internet di ogni singolo Comune se lo stesso non abbia messo a disposizione un modello dedicato a tale comunicazione.

L'inoltro di questo adempimento al Comune competente, deve seguire gli stessi canali sopra indicati.

 

MODIFICARE l'attività di commercio al dettaglio di cose usate

Le seguenti modifiche:

  • Modifica della sede esercizio dell’attività
  • Modifica del settore merceologico di vendita
  • Modifica della ragione sociale
  • Modifica del soggetto in possesso dei requisiti, per il commercio di generi alimentari
  • Sospensione/ripresa dell’attività
  • Cessazione di parte o totale dell’attività esercitata

devono essere comunicate al Comune sede dell’attività, tramite Segnalazione certificata, da inviarsi con le modalità più sopra ricordate.

All’atto dell’invio, qualora venga utilizzata la Comunicazione Unica, oppure entro 30 giorni dall’evento, qualora venga utilizzato il portale impresainungiorno.gov.it oppure attraverso lo  Sportello Unico Attività Produttive (SUAP) messo a disposizione dei singoli Comuni, tali variazioni devono essere comunicate anche al Registro delle imprese, documentando, nel secondo caso, l’inoltro della comunicazione all’ente competente.

Qualora tale termine non venga ad essere rispettato, la pratica è soggetta a sanzione.

Si ricorda che, in caso di sospensione dell’attività, la stessa non potrà essere superiore ai 12 mesi, pena la revoca dell’autorizzazione. Nessuna comunicazione deve essere inoltrata al Comune se la sospensione volontaria dell'attività non supera i trenta giorni consecutivi.

 


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